7.1 - ASTRONAVE PER REGGIO EMILIA.

Ho messo la sveglia per me alle 6.30, per permettermi di fare una doccia e di fare colazione, che era prevista per le 7.15. Quando sono sceso, però, il tipo straniero mi ha detto che la colazione sarebbe stata servita alle 8.30, perché tutti gli ospiti erano tornati tardi per il concerto. Allora son tornato a dormire in camera per un'altra ora. Quando son tornato giù, si stava preparando Matteo. Davanti alla camera di Marina ho incontrato Betta e l'altra ragazza, che attendevano di sistemarsi dopo una nottata passata, più che a dormire, ad ascoltare i CD col lettore dell'automobile! Come le altre due volte, a colazione ho approfittato senza nessuno scrupolo o vergogna dei cornetti e dei panini. Ecco, si era risvegliato il mio noioso buon senso, ma adesso aveva ragione lui!

Son risalito in camera, ad attendere che potessimo partire. Ci è venuta a trovare Sara, che ha restituito il cuscino e che ci ha detto che eravamo pronti. Lei avrebbe voluto bussare alla camera di Erik per salutarlo, ma poi si è trattenuta, per timore che dormisse.

Abbiamo sistemato i bagagli e ci siamo preparati alla partenza. Eravamo io, Sara, Matteo, Betta, Marina, e la gabbietta dei gattini. L'altra ragazza era partita con un'altra automobile. Quando Marina era andata a saldare il suo conto, il tipo straniero le ha chiesto: "e quegli altri?", alludendo ai nuovi ospiti. Marina, con spirito pronto ha risposto con una mezza verità: "siccome negli alberghi non c'era posto hanno dormito nella mia macchina". Per la verità, a questo punto il tipo è stato molto gentile, perché ha offerto la colazione anche a loro, ma avevamo fretta di partire.

Dopo dieci minuti di frustanti tentativi, siamo riusciti ad impostare il navigatore satellitare dell'astronave affinché ci guidasse a Reggio Emilia. Daniele ci aveva la sera prima indicato anche una via vicino alla stazione, per trovarla con più facilità.

Per chi non è abituato, usare quel navigatore può essere anche pericoloso. Ci è capitato di vedere una freccia che a destra indicava la via per Reggio Emilia, mentre il navigatore urlava "SINISTRA, SINISTRA, SINISTRA!", e non sapevamo dove andare. Così come la sera prima lo spirito di Jim Morrison si era impadronito per tre minuti di Elisa, sembrava che quella mattina Palmiro Togliatti guidasse dall'alto (o dal basso …) quel dannato navigatore rosso. E poi, eravamo reduci dalla festa dell'unità di Campagnola, nel cuore dell'Emilia Romagna! Sta di fatto che, non so come, impiegando forse più tempo di quanto avremmo impiegato seguendo le normali indicazioni stradali, ci siamo ritrovati a Reggio Emilia, nei pressi della stazione. Siccome io c'ero già stato due giorni prima, ho riconosciuto la zona ed ho dato le indicazioni per gli ultimi metri. Siccome c'era un piccolo bar nelle vicinanze e nessuno tranne me aveva fatto colazione, io ho fatto il piantone all'automobile, che era forse in leggero divieto, mentre gli altri si recavano al bar. Pioveva. E sì, la tregua del tempo era finita, ma ora non c'importava più! Al termine della colazione, abbiamo salutato Marina. Che donna simpatica! Per accompagnare noi, non è riuscita a trovare quella bottiglia di Lambrusco che il marito le aveva chiesto. Poi il suo viaggio verso Monfalcone è proseguito normalmente, nonostante il maltempo ed in navigatore rosso che, a furia di svolte a sinistra, voleva guidarla verso la Corea del Nord, l'ultimo bastione del comunismo!



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