6.2 - DUE PROBLEMI.

Mentre mangiavamo, era nato un piccolo problema. Due ragazze che erano al raduno erano andate in gita a Reggio Emilia, dimenticando che nella loro automobile c'erano la valigia, i biglietti del treno e le chiavi di casa di Chiara (con la cappa). Daniele ha accompagnato le due Chiara alla stazione di Reggio Emilia, che di notte non sembra un luogo da star tranquilli. Fortunatamente c'era un Angelo a tener loro compagnia (sė, Angelo di Matera!). Le ragazze con l'automobile, purtroppo, non hanno fatto in tempo a raggiungere le Chiara, che hanno perso il treno!

Intanto, dalle nostre parti, era nato un secondo problema. Per via delle partenze con relativa consegna delle camere, alcuni ragazzi in partenza il giorno dopo erano rimasti senza alloggio all'Hotel Santo Stefano. Erano Betta, Matteo, Sara ed un'altra ragazza di cui purtroppo non ricordo il nome. Ho provato a chiamare l'Hotel Sporting, ma il tipo straniero tutto assonnato mi ha detto che non c'erano camere disponibili. Allora ci siamo dovuti ingegnare un po', per limitare i danni. A disposizione avevamo:

  1. la camera singola di Marina;
  2. la mia camera singola;
  3. l'automobile di Marina, che in verità era un astronave.

C'erano tre ragazze ed un ragazzo da sistemare, le camere erano molto strette e non potevano contenere più di due persone.

Che cosa potevamo fare? Visto che le tre ragazze erano davvero molto carine, si può pensare che abbia proposto: "Matteo per terra in camera di Marina e le altre in camera mia!". Ma per la verità questa, che sarebbe stata la soluzione per me più divertente, non l'avevo nemmeno pensata. Mi è venuta in mente solo ora, che scrivo queste righe. Lo spirito di quei giorni non era quello di fare quel genere di conoscenze, ma solo di fare amicizie. Almeno per me.

Così abbiamo in comune deciso che io avrei ospitato Matteo, Marina avrebbe ospitato Sara, e che Betta e la terza ragazza avrebbero cercato di dormire nell'astronave di Marina (per la verità, non proprio sua, ma presa a noleggio). Ecco un esempio dello spirito d'amicizia che ha permeato tutto il raduno. Come non pensare ad esempio a Marina, che ha consegnato quella autovettura, chiavi comprese, nelle mani di due estranee?

Visto che Marina si era anche offerta di accompagnare a Reggio Emilia Betta, Sara e Matteo, ho chiesto un passaggio anch'io. Le mie povere ginocchia allora completamente distrutte non hanno ancora smesso di ringraziarla! Con il suo aiuto, non ho dovuto prendere due pullman con quello zaino pensante sulle spalle, e ho potuto anche partire più tardi, facendo persino colazione.

Ci siamo diretti all'albergo in automobile. Abbiamo abbassato i sedili, per far stare più comode, anzi meno scomode, le ragazze. Poi siamo saliti in camera. Siccome io avevo due cuscini in più, ne ho consegnato uno a Sara, che è andata in camera di Marina. L'altro serviva a Matteo, che si è sistemato a terra usando la mia coperta come improvvisato materasso. Abbiamo chiacchierato un po' mentre io preparavo lo zaino per la mattina seguente, e poi ci siamo addormentati.



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