5.7 - PAROLE DA TOCCARE IL CUORE.

Una cosa che ho adorato è che Elisa non ha mai cercato di nascondere il suo accento. Nonostante fosse in quel momento il punto di riferimento di così tanti cuori, che parevano battere sincroni alla sua Musica quasi entrando a far parte del ritmo, lei ci parlava come si parla alla propria nipotina, al proprio amico, alla propria mamma, senza preoccuparsi delle inflessioni dialettali, senza cercare di apparire la "stella perfetta", senza vergognarsi di essere insicura. Quando ha tirato fuori il suo block notes ed ha detto: "ve lo dico prima di vergognarmi perché se no dopo non lo dico più" … per me era diventata l'amica di cui stavamo festeggiando tutti insieme il compleanno che, emozionata per i regali e per gli affettuosi auguri ricevuti, teneva un piccolo discorso. Ed in fondo, cos'è il raduno, se non la celebrazione annuale degli ammiratori al talento, alla Musica ed all'animo di Elisa? Ecco, forse riesco finalmente a condensare in poche parole lo spirito di quei giorni: tante persone che, da ogni parte d'Italia ed anche oltre, si riunivano per festeggiare un'amica comune! Ed erano tutti molto felici, perché sentivano di volerle un gran bene. Alcuni già si conoscevano fra loro, altri hanno colto l'occasione per fare nuove amicizie. La festa dell'unità aveva perso i suoi colori politici per diventare la nostra festa, la festa degli ammiratori di Elisa!

E quelle parole? Ognuno le avrà interpretato a suo modo. Per me erano un suo messaggio di ringraziamento perché le siamo accanto, perché costruiamo assieme a lei il suo successo per sentirla cantare più spesso. Erano il suo modo di dirci che per lei ci siamo, che non ci ha dimenticati anche se il suo successo ci tiene troppo divisi. Forse, voleva anche tranquillizzarci, dicendoci che in fondo rimane sempre lei l'arbitro del suo destino musicale. Ma al di là del significato letterale delle parole, la cosa più importante è che, senza che nessuno glielo abbia chiesto, lei abbia sentito il bisogno di fissare su un foglio di carta le emozioni di quel giorno. Per lei, non si era trattato di un impegno, di una pratica da sbrigare in fretta, come pare fosse per "l'uomo della pioggia": il raduno, per Elisa, conservava ancora il significato originale di affetto ed amicizia. Il suoi piccoli "GRAZIE" avevano un significato molto diverso dai "VI VOGLIO BENE" pronunciati dalle varie star ai loro concerti. La differenza è la stessa che passa fra l'entusiasmo del bimbo che riceve dalla nonna il giocattolo che aveva sempre sognato ed il grazie che diciamo quando ci danno il resto alla salumeria.

Gli applausi entusiasti che ne sono derivati, non rendevano giustizia alle nostre emozioni in quei momenti. Era come se Elisa avesse preso una grande spugna ed avesse lavato via, in un attimo, tutti i nostri timori che non fosse più la stessa, che noi non fossimo più per lei importanti, che fossimo diventati solo un noioso ma necessario impegno. Siamo tornati ad essere gli amici di sempre. Per lavoro, ci stiamo allontanando un poco, ma in fondo i cuori battono ancora insieme! Ci pensa la Musica a tenerli sincronizzati!



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