5.3 - BRIVIDI.

Subito dopo, ha cantato "Heaven out of hell", con noi che seguivamo il ritmo con le mani, e cantavamo assieme a lei. Per la verità, io ho cantato sempre! Sottovoce, quando gli altri erano più tranquilli, a squarciagola quando tutti urlavano, perché non volevo certo rovinare quell'incanto con la mia voce "scacciacani"!

Al termine, fra gli applausi, Elisa ha detto: "GRAZIE! Adesso vorrei dedicare questa canzone a […(non ho capito!)]. Si chiama Fairy Girl". E poi, ha iniziato a cantarla con tantissima dolcezza.

Dopo il solito "GRAZIE", Elisa ha presentato la successiva canzone con queste semplici parole: "Questa è Sleeping in your hand". Altro non doveva dire, perché siamo esplosi, ed abbiamo iniziato a seguire il ritmo con le mani, con un entusiasmo che sembrava appartenere ad un pubblico di centomila persone! Un'esecuzione davvero coinvolgente, che non ammetteva immobilità. Penso a quei poveretti che, in altri concerti, l'hanno dovuta ascoltare seduti! Come hanno fatto? Come hanno fatto a non salire sulle sedie, a non saltare, a non urlare, a non battere le mani?

Dopo tutta questa carica, Elisa ci ha regalato la dolcezza ed i brividi di una straordinaria versione di "Stranger", chitarra e voce. È iniziata dopo una brevissima pausa, e senza alcuna presentazione. Lei suonando la sua chirarra ha intonato un "uuuu" da brividi. Io non avevo capito quale canzone fosse. Ho dovuto attendere le prime parole! La lentezza della musica in contrasto con l'intensità della sua voce ha creato un'emozione che è troppo difficile da descrivere a parole. Non era "Stranger", era una canzone nuova, inedita, che forse è nata e morta nel concerto di Campagnala. Gli applausi ricevuti, seppure forti e sinceri, non sono bastati a rendere giustizia a questa esibizione da brividi.

Del resto, non c'era tempo, perché subito dopo è iniziata la splendida "Dancing". Il colpo di grazia, per tutti noi già emozionati per "Stranger". C'è chi ha pianto. Questa è una canzone da far venire sempre i brividi, difficile da cantare persino per Elisa, che non la canta nei concerti quando è troppo stanca. Se per il testo si può dire sia meraviglioso, per la musica non conosco un aggettivo adatto. Però credo che senza la sua voce non mi emozionerebbe alla stessa maniera!

Elisa ha ripreso la parola: "GRAZIE! Questa è una canzone di Pipes & Flowers molto importante ancora per me perché dal giorno che l'ho scritta non ho più avuto paura del buio. The marriage". Aveva indossato a tracolla un tamburo. Ebbene sì, è anche percussionista! È stato incredibile vederla così, mentre cantava e dettava il ritmo picchiando il tamburo con le sue piccole mani! Ma la cosa più bella è stata che gradualmente Elisa ha trasformato la canzone che noi pensavamo, pazzi, di conoscere già, in una danza ritmatissima, tanto che quando alla fine son rimaste lei, la sua voce ed il tam tam, io avevo l'impressione di trovarmi in una piena Africa, ospite di non solo quale tribù nativa, con lo stregonelisante che innalzava al cielo una preghiera in qualche lingua sconosciuta! BELLISSIMO! Poi è partito l'applauso scrosciante, mi son svegliato e mi son reso conto di trovarmi ancora a Campagnola!



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