5.1 - PRIMA DEL CONCERTO.

Nelle prime file, abbiamo atteso che il concerto avesse inizio. Accanto a me, oltre Laura, c'erano Silvia, Angelo e Michele. Chiacchierando, ho scoperto che Michele era di Bari, ma che adesso era al militare, e che per ottenere la licenza per essere al raduno aveva dovuto fare due turni di guardia. Chi come me ha già fatto il militare può capire cosa vuol dire. Nonostante questo aveva uno sguardo sereno e rilassato: altro piccolo miracolo della Musica di Elisa! Silvia, poi, mi ha detto che veniva da Alghero. Il suo grande entusiasmo, il suo scatenarsi come una matta quando Elisa cantava, tanto da scusarsi con me e chiedermi di stare attento a non farmi male, sono lo specchio perfetto dell'amore che gli amici della Sardegna provano per Elisa. Io credo ci sai qualche legame speciale, di cui non conosco l'origine. Forse il segreto sta nel suo carattere dolce e insieme testardo, nella voglia di indipendenza, in un'affinità di sentimenti. Sta di fatto, che gli "Elisardi" non meritavano di veder cancellate quelle famose due date, e spero che presto ne sia programmate delle altre, ed in paesi più adeguati. E sì, perché leggendo le varie mail di protesta e ascoltando quello che le amiche sarde hanno detto durante il raduno (in particolare, Manuela), ho scoperto che i paesi in cui si dovevano svolgere i concerti erano troppo piccoli, mal collegati, e che per raggiungerli i fan avrebbero avuto notevolissimi problemi. Come? Si fissano due date in Sardegna, e non si scelgono posti facili da raggiungere? Addirittura, entrambi i posti erano talmente inadeguati che gli organizzatori locali non sono stati in grado di versare l'anticipo! Ancora una volta, gli amici della Sardegna hanno pagato il prezzo dell'incompetenza e dell'ignavia di chi li governa (mancanza di strutture e di collegamenti, scarsa attenzione per il mondo giovanile), ma anche della scarsa sensibilità di chi ha programmato le date del tour senza pensare di facilitare il compito di chi non poteva assistere agli altri concerti nel resto d'Italia. Non si può pretendere da un ammiratore che prenda un aereo fino a Milano e tre treni per vedere un concerto in un paesino sui monti in qualche altra regione d'Italia! Tralasciando la stanchezza, si ha idea di quanto possa costare una gita del genere? Comunque, è andata bene agli amici della Sicilia, dove si sono svolte le date sostitutive, che sebbene in quanto a collegamenti stiano meglio rispetto ai sardi, hanno senz'altro notevolissimi problemi. Per rendersene conto, basta scegliere un paese qualsiasi della Sicilia e, col sito di Trenitalia, calcolare quanto tempo e quanti cambi sono necessari per raggiungerlo! Da Bari, è più facile raggiungere Parigi che non Agrigento! Nel Mezzogiorno, mancanza di collegamenti, di investimenti, di strutture. Quelle esistenti, sono vecchie e tenute in cattivo stato di manutenzione, e gli incidenti lo dimostrano. Ragazzi, per fortuna c'è la musica che ci unisce, perché il nostro Paese ci vorrebbe divisi! Mi si perdoni ancora una volta la forte vena polemica, ma sono molto dispiaciuto per tutti coloro non hanno avuto la mia stessa fortuna: quella di poter partecipare a questo raduno, ed incontrare un sacco di belle persone.

L'attesa per il concerto non è stata spiacevole, perché a causa del maltempo non c'era molta gente e si poteva "respirare". Poi, non stava piovendo! Sembrava quasi che il Tempo, commosso dalla nostra testardaggine, dal nostro incrollabile entusiasmo e dal nostro amore, ci volesse concedere una piccola finestra per poter assistere in pace al concerto. O forse, voleva semplicemente far un dispetto a quel tipo antipatico dello staff, l'uomo della pioggia, che sperava che piovesse!

Il palco era stato montato in assetto di emergenza, pronto per essere smontato con facilità in caso di necessità. Non c'erano tutte le luci previste e gli strumenti erano ingegnosamente protetti da gazebo bianchi presi in prestito dalla festa dell'Unità, che con l'aiuto del buio della notte e delle luci del palco contribuivano a creare una scenografia carina, nonostante tutto. Anzi, mi è stato detto da chi ha seguito altri concerti che forse era più bello questo palco che non quello "normale". Ma io ho l'impressione che quella sera a tutti noi sarebbero bastati Elisa, un microfono e, possibilmente, una chitarra.



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