3.9 - STORIA DI UN PRANZO MANCATO.

Arrivò l'ora di andare a mangiare, e ci dirigemmo tutti verso uno dei ristoranti all'interno della festa dell'unità. Già avevo preso posto, quando si presenta un tipo dell'organizzazione che chiede aiuto per il montaggio del palco, perché altrimenti si rischiava di non fare in tempo. Io ero fra gli stupidi che si sono offerti. Scusate ragazzi per l'offesa. Ma, se può consolarvi, io sono stato due volte più stupido di voi, visto che per il dolore alle ginocchia a stento mi reggevo in piedi. Si trattava di fare un po' di manovalanza, ma sotto la pioggia ed in mezzo a gente "poco simpatica", che pretendeva anziché ringraziare, come quel "signore" di cui ho parlato prima che urlava ad alta voce il suo desiderio che quella maledetta manifestazione non si facesse. Per non parlare del fatto che le operazioni si svolgevano in violazione a diverse norme sulla sicurezza sul lavoro! Cosa sarebbe successo se qualcuno di noi si fosse fatto male? Pazzi! Hanno idea questi furbacchioni alle cose a cui rischiavano di andar incontro? In effetti, questa esperienza mi è servita a capire meglio i miei nuovi amici quando parlano e scrivono delle "pecche" dell'organizzazione che sta dietro ad Elisa da un po' di tempo a questa parte. Ad ogni modo, quando la tortura è finita, ho fortunatamente avuto modo di salutare il simpatico Gian Paolo, che stava per tornare a casa. Mi sarebbe davvero dispiaciuto non poterlo fare.

Sono andato a mangiare con altri due ragazzi miei compagni di sventura, ma non c'era più nulla, eccetto degli agnolotti in brodo. La cosa più bella è stata potersi lavare le mani. Comunque, in base a quello che mi hanno riferito, il pranzo non è stato buonissimo. Quello che mi dispiace è d'aver perso il dopopranzo sotto un gazebo a cantare le canzoni di Elisa. Dev'essere stato bellissimo! Purtroppo, è andata così. Pazienza. È stata colpa mia.

Dopo il lauto (!) pranzo, son dovuto passare in albergo a saldare il conto (euro 72) perché successivamente non avrei più avuto il tempo di farlo, ma non mi sono nemmeno concesso il tempo di salire in camera, perché volevo tornare immediatamente indietro per non perdermi nulla d'importante.



torna indietro!