3.7 - UN SALTO AL PUB.
Quando ci hanno cacciato, erano quasi le 2.00 del mattino, e ci siamo diretti verso un pub. Anzi, verso il pub (quasi dimenticavo che ci trovavamo a Campagnola!). Abbiamo bevuto e mangiato qualcosa, ma non per fame o per sete, bensì per passare ancora del tempo insieme. Alla fine, al momento di pagare il conto, Erik, il magnifico fonico, ha pagato per tutti. Se non ricordo male, ha speso 100 euro! Un vero signore, simpatico ma anche molto generoso.
Dopo, ci siamo riversati tutti insieme in centro. Erano le 3.00 del mattino. Di fronte, la questura. A trecento metri, i carabinieri. Quanto chiasso abbiamo fatto! Abbiamo davvero rischiato che ci arrestassero. C'era uno spirito davvero incredibile, e si stava decidendo di tornare alla festa dell'unità per suonare la chitarra. Le mie sempre più doloranti ginocchia, però, sapendo che il mio albergo era dalla parte opposta, si sono rifiutate e mi hanno condotto verso … il letto! Quando sono arrivato all'albergo, con la sua auto era arrivato anche Erik. Ho così scoperto che alloggiava proprio nella camera affianco alla mia! Salendo i due piani di scale, abbiamo parlato un po' e lui, apprendendo che ero di Bari, mi ha detto che la prima "serata" di Elisa (o la prima che lui ha fatto come suo fonico) è stata proprio al "Divinae Follie" di Bisceglie, una famosa discoteca non lontano da casa mia! Che rabbia! Mi sono sentito davvero un ritardatario. Entrando nella sua stanza, Erik mi ha raccomandato di non fare troppo casino. Come, lui a me !?
Comunque ero troppo stanco, e mi sono addormentato come un sasso, facendo appena in tempo ad indossare il pigiama, a lavarmi i denti ed a programmare al telefonino la sveglia alle 7.30.