3.3 - QUEL POMERIGGIO.
Tornando al primo pomeriggio di sabato, Daniele voleva assolutamente fare una partita di pallavolo, ma gli altri non erano d'accordo, e si è dovuto così rassegnare a tirare due calci al pallone. Quando Daniele doveva andare a prendere in auto i biglietti per il concerto (credo), ha chiesto di essere accompagnato da qualcuno. Nessuno si alzava. Poi ho scoperto che il motivo era che lui ha una guida piuttosto "sportiva" … comunque alla fine quattro volontari si sono offerti.
Abbiamo parlato dei nostri viaggi per raggiungere Campagnola, degli esami che alcuni di noi avevano appena fatto o che dovevano fare il lunedì seguente (matti!), e di tante altre cose. Molti si conoscevano per essersi incontrati ai raduni ed ai concerti, o per aver chattato su internet, tant'è che i nomi usati al più erano nick. Io però non conoscevo nessuno, ma è stato bello scoprire che non si trattava di un gruppo chiuso, e che ho potuto fare amicizia con tutti senza alcuna difficoltà. Quando poi si è parlato di musica, ed in particolare di quella di Elisa, è stato ancora più bello scoprire che non si trattava di fans acritici, anzi tutt'altro. Si discuteva soprattutto degli errori, dei concerti venuti così così, delle canzoni troppo commerciali ma comunque tollerate, dei musicisti che a volte se ne vanno per conto loro, delle luci sbagliate, eccetera. Mi è sembrato che tutti amassero la musica prima ancora di amare quella di Elisa, me per lei c'era un affetto speciale, quasi fraterno in alcuni. Nessun misticismo, nessun appoggio incondizionato, bensì i rimproveri di chi vuol bene. Io non ho partecipato molto a questi discorsi, sia perché non avevo mai visto un concerto, sia perché a differenza di molti dei presenti non mi intendo tecnicamente di musica.