2.1 - DA BARI A CAMPAGNOLA.

La sera di venerdì 12 luglio 2002, alle ore 21.16 circa partiva da Bari il treno che mi avrebbe portato a Reggio Emilia. Posto prenotato, seconda classe. Sulle spalle, zaino gigantesco con tutto l'occorrente per passare l'inverno al Polo Nord e l'estate all'equatore, borraccia piena d'acqua, panino con prosciutto crudo per la colazione. Che angoscia! Chi me lo faceva fare! Ma ormai, tutto era stato deciso, parte dei soldi erano già stati spesi, quindi … non potevo tirarmi indietro. Il viaggio in treno è stato normale. Non ho dormito, ma non è stato nemmeno tanto stressante, perché gli altri viaggiatori del mio scompartimento erano tranquilli. Sono arrivato in orario a Reggio Emilia, alle ore 4.51 di sabato 13 luglio. Il sole stava appena sorgendo. In stazione c'erano certe brutte facce! Così, dopo una breve fermata al bagno pubblico, ho cercato la stazione degli autobus dell'ACT. Per fortuna che avevo telefonato prima di partire! Altrimenti avrei aspettato come uno stupido in stazione il treno delle 5.49 per Novellara, senza nessuno a cui chiedere spiegazioni prima delle 06.30, orario di apertura dello sportello dell'ACT. Comunque, le indicazioni erano precise e trovai la fermata con facilità. Vicino c'era anche un bar aperto, così ne ho approfittato per prendere un cappuccino e per chiedere al barista conferma che davvero partisse un autobus per Novellara. Lui mi ha dato conferma, ma mi ha detto che per acquistare i biglietti dovevo rivolgermi a qualche tabacchino o qualche edicola, che però a quell'ora erano chiuse. Mentre aspettavo, ho chiamato casa ed ho mangiato anche il panino che mi ero portato, non per fame, ma giusto per passare il tempo! C'era un signore che aspettava con me, ed io (sì, lo so, sono noioso, petulante ed ansioso, senza alcun senso dell'avventura!) mi sono fatto confermare anche da lui che passasse di lì l'autobus per Novellara.

Con qualche minuto di ritardo, è arrivato tale agoniato autobus. All'autista ho spiegato che non avevo il biglietto, ma nemmeno lui ne aveva. Così, mi ha fatto acquistare due biglietti di corsa urbana (anziché extraurbana) dal bar dove avevo fatto colazione, dicendomi che era lo stesso. Una corsetta per non far aspettare troppo, e via, verso Novellara. Non ho capito perché, ma dopo poche centinaia di metri l'autista si è fatto sostituire da un suo collega. Comunque, alla fine sono arrivato a Novellara in perfetto orario, alle 6.20. Prima di scendere, ho chiesto al "nuovo" autista dove partivano gli autobus per Campagnola e dove potevo acquistare i biglietti. La partenza era nello stesso luogo, e c'era un tabacchino aperto proprio nei pressi per i biglietti.

La giornata era bella, in barba alle previsioni del tempo. Non faceva nemmeno troppo caldo. Sono entrato nel tabacchino, che era già aperto, ed ho acquistato i biglietti (anche per il ritorno a Reggio Emilia, per non perdere tempo dopo) e, visto che le cose stavano andando bene, anche una giocata da un euro al superenalotto (purtroppo non vincente). Dopodiché, con lo zainone sulle spalle, ho aspettato fuori l'autobus per Campagnola delle 06.43. È arrivato il primo, ma l'autista ha detto che sarebbe partito più tardi. Il secondo era quello giusto, ed alle 06.48, in perfetto orario, ero a Campagnola.

Cercare l'albergo era diventato il mio prossimo obiettivo.



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