LA GUERRA DELLE CANZONI
C'era una volta, e tuttora ancora esiste
nel mondo delle cose mai nate o già viste
la città dove ogni singola canzone
vive e può avere la sua occasione.
Ci sono quelle scritte non ancora,
che di trovare l'autore non vedon l'ora,
ma non sanno, e per questo sono tristi,
se le vorranno cantare gli artisti.
In piccoli anfratti ed in case diroccate
si nascondono quelle meno apprezzate
forse cantate una volta sola e poi dimenticate
oppure per amor del bello apposta celate.
Nella piazza più centrale, in gran affollamento,
sfilano altezzose le più richieste del momento
e travolte dal loro successo che dona ebbrezza
dimenticano di quell'attimo l'effimeratezza.
Esse infatti, quasi tutte, son destinate
ad unirsi a quelle già sentite e passate
rinchiuse in un grande ospizio a sperare
che una cover le possa per gioco liberare.
In periferia, dove ogni casa è modesta,
vive invece tutta la Musica che resta.
Il merito è delle note o delle parole,
o solo della voce che cantar la vuole.
A queste canzoni non importa l'umile dimora,
ché in casa non rimangono più di qualche ora.
Sono sempre in giro nel mondo fra la gente
trovando alloggio e ristoro nella loro mente.
Nonostante le differenze di classe e le ingiustizie,
i dubbi, la mancanza di lavoro e le cattive notizie,
in questa città si viveva in pace e senza liti
salvo piccoli diverbi tra le canzoni meno miti.
Ma un giorno, splendido ed infausto insieme,
qualcosa sparse della guerra il terribile seme.
L'evento, in sé, fu bello e spettacolare,
e non sembrò tanti guai poter causare.
L'Artista Assoluto al mondo si era rivelato,
da genitori umani affermando d'esser nato.
Indossava una veste di gran talento intrisa,
e tutti lo chiamavano semplicemente Elisa.
Riusciva a scrivere davvero belle canzoni,
musica, testo, arrangiamenti, ed emozioni.
C'era chi non capiva le parole prontamente,
ma i sentimenti intuiva così facilmente!
Ogni sua interpretazione era sorprendente
e non solo per la sua voce tanto suadente
ma anche per la rara e preziosa capacità
di esaltare di ogni singolo passo l'emotività.
Fu così che le canzoni non ancora nate
litigavano per essere da Lui adottate.
L'Artista Assoluto era però selettivo ed esigente,
e scartava quelle che si offrivano indegnamente.
Ma la lotta più dura e cruenta,
tale da chiamarsi guerra violenta,
fu quella delle canzoni abbandonate,
che volevan da Lui essere recuperate.
Esse non avevano infatti tardato ad intuire
che Egli riusciva agilmente il tempo a rapire
per consegnare ad una Storia ormai assuefatta
ogni sua rappresentazione di canzone rifatta.
Persino le canzoni più nobili e senza nessuna età,
pur non rinunciando del comportamento alla bontà,
sognavano clandestinamente d'esser da Lui cantate
e si presentavano all'Artista Assoluto per esser notate.
Ed Egli ogni tanto qualcuna ne interpretava
lasciando senza fiato chiunque l'ascoltava,
compreso, vivo o morto, l'originale autore,
fiero d'esser di tale meraviglia il creatore.
Ma suscitando anche tanta invidia e gran trambusto
fra le canzoni non scelte, perché non di Suo gusto,
o soltanto perché il tempo è limitato e carceriere,
e per il momento tutte pazienza dovevano avere.
Sta di fatto che la guerra ancor oggi infuria
coinvolgendo persino la sconsolata Curia
che mettendo da parte gli appelli per pacificare
chiede all'Artista un religioso inno di cantare.
I beati, i santi, gli angeli ed il Grande Capo persino,
dal paradiso preoccupati notano della città il destino.
Il Libero Arbitrio gli vieta di intervenire assolutamente,
allora per l'inno della Curia tifano appassionatamente.
Sono convinto che a mettere nella città pace
solo l'Artista Assoluto potrebbe esser capace
sfidando il tempo e cantando ogni singola canzone,
o nessun altra, evitando di regalarci ogni emozione.
Ed allora io spero, e senza dovermi pentire,
che la guerra continui cent'anni ad infierire.
Poi l'Artista Assoluto dovrà andare a riposare,
e le canzoni si potranno finalmente pacificare.
Il Suo ricordo rimarrà indelebile fra la gente,
ed ogni Sua canzone potrà vantarsi giustamente.
Ogni altra invece il modo di rassegnarsi troverà
visto che mai nessuna più il Suo Dono riceverà.
Ciò fintanto che dell'Artista Assoluto il successore
al mondo sarà messo da qualche magico genitore.
Allora la guerra delle canzoni riprenderà,
e solo qualcuna di loro tra le migliori vincerà.
Io, per quel tempo, spero di passeggiare in paradiso
e di incontrare Elisa, scambiandoci qualche sorriso,
parlando del mondo che avremo appena lasciato,
dei figli, dei nipoti e delle gioie che ci avranno dato.
Qualche cosa potremo persino insieme cantare,
ed io farò finta per l'occasione di non stonare.
Se la canzone sarà bella o brutta non importerà:
quello che conta sarà l'emozione che insieme si vivrà.