Vinile

Il disco, l’unico che ho,
gira su un piatto vecchio,
ancestrale,
antico quanto l’uomo.
La puntina salta
e ripete gli stessi suoni
ossessivamente.

Ma il disco non è rotto
né rovinato.

Forse è perché le note
sono solo sette, in fondo.
O forse è perché quella musica
si illude che ripetendosi
all’infinito
possa diventare reale,
possa rivendicare quell’immortalità
che crede di meritare,
che è certa le spetti di diritto.

Eppure,
un giorno la puntina deciderà
di smettere di saltare,
il disco continuerà,
e le sette note si mischieranno
in modi diversi.

Quella musica
prepotente e presuntuosa
imparerà che nulla è per sempre
e di essa rimarrà il ricordo.
Forse.


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