Il tramonto
Il sole ha deciso infine di tramontare
su un giorno che non voleva terminare.
Tramonta il sole, il giorno è finito.
È stato troppo caldo, e mi ha sfinito.
Sembrava una mattina di primavera,
con il canto degli uccelli per sveglia
e la voglia di rimanere lì ad ascoltare,
ma anche d'uscire a vedere il mondo.
Non è stata una mia decisione,
e non è stato neppure il destino,
ma mi son trovato fuori a vivere,
ed ero incredibilmente felice.
Il caldo aumentava, ma io non lo sentivo,
anzi mi piaceva, lo desideravo, e fuggivo
dalle gentili ombre che mi offrivano riparo.
Contemplavo ogni cosa, ero troppo occupato.
Pensavo quel sole mi fosse amico,
che fosse giusto patire quel caldo,
che non mi potesse fare alcun male,
che mi portasse soltanto buone cose.
Ma poi il caldo si è trasformato in dolore,
ed il disagio si è rivelato dura sofferenza.
Ho dovuto cercare un rifugio, mio malgrado,
tra amarezza e rabbia per esser stato ingannato.
Ma mentre aspettavo la guarigione delle mie ferite,
guardavo da lontano lo splendido sole ormai calante,
e non mi sembrava più quel gran traditore di prima,
come se la sera alle porte promettesse nuova vita.
Allora sono uscito di nuovo con allegria,
pensando fossero finiti i pericoli da temere,
illudendomi di godermi un clima più gentile,
e di dimenticare così ogni passato tormento.
Ma ancora una volta mi sbagliavo,
e son rimasto più seriamente scottato.
Ora nessuna ombra, nulla riesce più a calmare
un dolore che sembra non volersene più andare.
Non so se domani avrò voglia di uscire,
se la notte riuscirà ogni cosa a scolorire,
se avrò il coraggio di affrontare quel sole,
se riuscirò a perdonarlo per questo dolore.
Quello che è certo è che ora sta tramontando il sole,
su questo brutto giorno che troppo lentamente muore.