Il Mare Verde e il Viaggiatore

Mare verde, gli ulivi.
Onde, le foglie.
Mare giallo e rosso, le margherite e i tulipani.
Neve candida appena caduta, montagne di neve, le nuvole.
Un esercito schierato, le ordinate viti.
Torre solitaria, un mandorlo.
Caos, il disordine di case diroccate e campi incolti.

Verde, verde, verde, come se senza si morisse.
Distese di verde interminabili, pianeggianti,
senza confini, senza barriere,
senza ingombranti montagne ad amputare la vista.

L'azzurro del mare sposo di quello del cielo
ed il sole, ostinatamente giallo,
a colorare un mondo troppo bello per esistere davvero,
un mondo che si mostra solo a chi parte
perché sa che non può tornare indietro a raccontare,
e se anche lo facesse,
armato di una penna e di un foglio di carta
per fotografare ciò che né la pellicola
né i bit di una scheda di memoria possono conservare,
non sarebbe mai creduto.

Eppure questo non è un sogno.
Nel breve istante di un viaggio,
parentesi inutile fra due vite diverse,
il Mare Verde vive fiero della sua bellezza
e dimora dentro il Viaggiatore,
regalandogli l'illusione che mai svanirà.


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