I ventisei Angeli

Ventisei piccoli Angeli, malinconia sul viso,
viaggiano insieme verso le porte del paradiso.
Da una guida esperta sono ora accompagnati
a cui quei Tesori dalla sorte sono stati affidati.

Abbiamo chiesto che non partissero, pregavamo,
che rimanessero perché di loro abbisognavamo,
della loro innocenza, delle grida e dei pianti,
aver qualcuno per cui guardare sempre avanti.

Ma i biglietti erano già stati purtroppo assegnati,
ed i posti non potevano con adulti essere scambiati.
Io non sono più il Sindaco, io non sono più Niente:
questo ha detto un genitore di una bimba partente.

Siamo uomini e donne soli, indifesi, impotenti,
in balìa dei capricci di Terra, dei funesti eventi.
Nemmeno i nostri piccoli più proteggere sappiamo,
e di questo forse perdonarci davvero non riusciamo.

Per questo tutti noi che alla tragedia siamo sfuggiti
non dobbiamo pensare d'esser dalla fortuna traditi
solo perché la vita piaceri non ci vuole regalare
e se migliori cose siamo convinti di meritare.

Se pretendiamo d'esser tristi per banali accadimenti,
per un amore perso, per cattivi giudizi o i tradimenti,
allora il dolore di tutti genitori dobbiamo ricordare
che al proprio futuro son stati chiamati a rinunciare.

Ventisei piccoli Angeli, dolcissimo sorriso,
varcano oggi insieme le porte del paradiso.
Questo ha detto un genitore di una bimba partente:
io non sono più il Sindaco, io non sono più Niente.


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