L'ULTIMA SIGARETTA
Domenico era un mio caro amico.
Una persona sempre disponibile, leale, affidabile,
che non aveva paura di affrontare le cose,
né di assumersi responsabilità anche quando non era suo compito farlo.
Laddove altri si rifugiavano dietro forbite parole,
Domenico agiva e risolveva i problemi.
Anzi, i problemi egli cercava di non farli nemmeno nascere:
era sempre per colpa di altri che saltavano fuori.
Chi gli stava accanto lo rispettava ed aveva fiducia in lui.
Era capace, aveva tanti amici ed i suoi nemici non osavano mostrarsi,
perché sapevano di diventare impopolari.
Le sigarette, un giorno, se lo sono portato via.
Inizialmente sembrava una brutta bronchite-polmonite,
ma quasi subito è emersa la giusta diagnosi: cancro ai polmoni.
Nel giro di poco più di un mese è morto fra atroci sofferenze,
vivendo la propria fine giorno per giorno.
Io quando ci penso non riesco ancora a crederci.
Domenico vivrà sempre nel mio cuore e nella mia mente,
ma mi sembra assurdo che se ne sia dovuto andare così presto.
So che una brutta malattia può capitare a tutti.
Anche a me, che non ho mai fumato e che non bevo nulla
che non sia acqua o cappuccino.
Però ciò non toglie che il fumo è molto dannoso
e può provocare malattie che portano ad una brutta morte.
Credo che le battaglie contro di esso non debbano però essere morali,
del tipo "sta male fumare, è fuori moda", bensì battaglie d'amore,
per aiutare le persone a cui vogliamo bene.
Io non mi scandalizzo se una persona a me cara fuma,
ma penso e dico "mi dispiace tanto per te".
Più mi è cara, e più mi viene voglia di farla smettere.
Però ci sono dei limiti che non bisogna valicare:
la decisione di smettere non può essere imposta,
nemmeno per il bene del "malato",
ma deve essere una sua scelta libera e cosciente,
altrimenti non serve a nulla.
Quindi dico solo una cosa a chi fuma: prova a smettere.
Non aspettare che ci sia una ragione di salute: fallo e basta.
Se ancora ci riesci.