La dignità

Ho conosciuto un uomo senza più la sua dignità,
persa un giorno chiudendo gli occhi alla realtà.
Da amico si era sempre comportato.
In ogni momento presente era stato.
L'aveva sempre sostenuta. Sempre.
Mai bugie. Solo la verità. Sempre.

In cambio, cosa credete abbia ricevuto?
Non esser ascoltato quando avrebbe voluto.
Un cesto colmo di scurissime menzogne,
ed un biglietto gratis per le nere fogne.
La tortura di scoprire da solo le amare cose,
una dolorosa spina per volta, ma senza rose.

Quest'uomo si era reso conto della verità,
che la gentilezza di lei era solo cordialità
che quando diventava scomoda veniva riposta,
che la propria amicizia non era corrisposta.

Aveva allora deciso di dimenticare
perché l'amicizia si deve ricambiare,
di essere indifferente, di lei mai più cercare
e questo per un po' di tempo riuscì a fare.

Poi accadde che ella si trovò nei guai
ed egli le fu vicino com'era stato mai,
stupendo se stesso per il bene che ancora le voleva,
talmente forte che ignorarlo davvero non poteva.

Le sue spalle avrebbe voluto voltare,
un bel calcio nel sedere per ringraziare,
invece per il meglio si trovò a consigliarla,
a darle tutto il sostegno, ancora ad aiutarla.

A quell'uomo ho suggerito di lasciar stare
e la sua dignità di provare a riconquistare,
di ignorare i guai di lei ed i suoi patimenti,
di non farli diventare anche propri tormenti.

Spero che egli mi ascolti, che possa esser maturo e forte,
che riesca a non amarla senza chiudere del cuore le porte.
Spero che non la odi, che dimentichi ogni rancore,
perché anche queste sono strane forme d'amore.

Ma quell'uomo ancora non mi sta a sentire,
pur fingendo d'amor aver nulla più da dire.
La squallida verità è ora del tutto evidente:
l'ama ancora, con tutto il cuore e la mente.


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