Un Cuore in affitto
Diverso tempo fa l'Amore
ha preso in fitto il mio Cuore
che da troppo tempo era in solitaria quiete
così ero contento soddisfasse la sua sete.
Denaro come pigione non ho certamente preteso,
ma nuove emozioni che più caldo mi avrebbero reso.
Volevo niente di impegnativo, per carità,
qualcosa che andasse via per mia volontà.
Il mio cuore molto piccolo era
e troppo spazio proprio non c'era,
così all'Amore chiesi d'impegnarsi
ché di una parte dovesse accontentarsi.
Ma chiunque dia in affitto una sua proprietà
conosce di far rispettare le regole la difficoltà.
Col mio inquilino, in verità, per reciproca convenienza,
a lungo c'è stata stima, rispetto e pacifica convivenza.
Ma arrivò il tempo che l'Amore, quell'ingordo,
ai limiti fissati sembrò diventare del tutto sordo,
e del Cuore occupò senza permessi tutto lo spazio
senza nemmeno far finta di dire: "ti ringrazio"!
Sentivo troppo spesso il mio Cuore con forza agitarsi.
Pensavo bussasse ... toc toc toc ... pareva ammalarsi.
Io ero indeciso, non sapevo proprio cosa fare,
e lui aumentava i battiti fin quasi a scoppiare.
Con le buone maniere a convincer l'Amore provai
ché andasse via, o tornasse al posto che gli assegnai,
Ma lui non mi volle nemmeno ascoltare,
occupato com'era il mio Cuore a torturare.
Così presi mio malgrado una decisione:
era lo sfratto, senza alcuna compassione.
E tutte le emozioni che l'Amore mi aveva portato
avrei cercato in qualche modo meno tormentato.
Arrivò il giorno che l'inquilino doveva andare via,
ed io glielo comunicai celando la mia malinconia.
Lui pensava che io stessi solo scherzando,
ma già la forza pubblica stavo chiamando.
L'Amore ne fu davvero molto sorpreso
e per la paura tutto il Cuore mi avrebbe reso
ma non feci nemmeno in tempo i festeggiamenti ad iniziare
che m'accorsi che tra le mie fila c'era un traditore a tramare.
Io non avevo mai avuto nessun tipo di sospetto
e lui aveva chiuso ogni uscita: delitto perfetto!
Era proprio lui, il mio piccolo Cuore,
che rifiutava di lasciar andar via l'Amore.
Quando io stupito gli chiesi: "Ma che fai?"
lui rispose: "Non son certo che capirai,
ma l'Amore mi riempie, a lui non posso più rinunciare
perché più grande di quello che sono mi fa sembrare."
"Quello che tu scambiavi per lamenti,
erano per me di gioia splendidi momenti.
La tua mente è distratta ed il tuo sonno è agitato.
Ma son problemi tuoi, a me non è mai importato."
"Son piccolo, posto non c'è per niente,
e l'Amore è davvero troppo invadente,
ma son disposto ogni disagio a sopportare
purché rimanga, e non se ne possa più andare."
Dopo tutti i miei sforzi ero rimasto sconcertato:
ecco in quale modo ero stato ricompensato!
Ma d'imporre la mia volontà in fretta decisi,
per il bene comune e non esser troppo derisi.
Ma il mio Cuore, quel coraggioso vigliacco,
minacciò lo sciopero e mi tenne in scacco.
E l'Amore, che prima tanto si divertiva,
adesso un povero ostaggio si sentiva!
Il mio Cuore sembrava del tutto disperato
e capii che non sarebbe mai indietreggiato,
così accettai la resa senza decoro.
Ma tanto, tanto peggio per loro!
Tanto peggio per quel cretino del mio Cuore
che sembrava di scoppiare non vedere le ore,
e tanto peggio per l'Amore, quell'incontentabile,
che adesso di fuggire via non sembra più abile!
Io ormai ho smesso di stare in pena ed in tormento:
se il mio Cuore vuole soffrire, che soffra contento!
Quanto all'Amore, poverino, senza più la propria libertà,
a sue spese avrà imparato dei suoi giochi la pericolosità!