I nuovi arrivi

È arrivata infine la sera,
improvvisa, dolce, altera,
ma da troppo tempo attesa,
presentando del sole la resa.

È arrivato persino l'inverno
a spegnere un fuoco eterno
che eterno non è mai stato,
visto il tempo che è durato.

È arrivato il freddo, agoniato:
avrà sentito d'esser invocato.
Ha calmato la tristezza ed i tormenti,
ma ha cacciato insieme i sentimenti.

Arriverà anche la pioggia tra breve,
e laverà con cura tutto ciò che deve.
Sarà come se l'afa non ci fosse mai stata,
ed io mentirò di non averla mai amata.

È arrivata una bella musica brasiliana,
dolce e triste, ma insieme allegra e sana,
e con essa la voglia di cantare e ballare,
alle note di arrendersi e lasciarsi andare.

È arrivata la calma, la serenità,
la voglia di riascoltare la verità,
che è autentica solo se del tutto svestita,
spesso troppo dolorosa per esser capita.

È arrivata la ragione, o meglio è ritornata,
dopo esser stata in cattivo modo scacciata.
Ora di certo presenterà un carissimo conto,
ma chi sbaglia a pagare deve essere pronto.

È arrivata finalmente la gelida indifferenza
ad allontanare della gelosia tutta l'ingerenza,
ma insieme sono partite via molte gioie
lasciando libero campo alle temute noie.

È arrivato il nulla, un vuoto sconfinato,
troppo buio e profondo per esser guardato.
Un vuoto che mi rende insieme libero e solo,
che divora ogni cosa e impedisce ogni volo.

Fra tanti nuovi arrivi c'è una solitaria partenza,
imprevista e voluta, senza un saluto d'apparenza.
È andato via senza fare troppo rumore,
quasi non volesse causare altro dolore.

Ma i nuovi arrivi non riescono a sostituire
ciò che prima si divertiva tutto a colorire,
ed al posto di quella cosa che è stata cacciata via,
vive ora una grandissima, invincibile malinconia.


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