LA GARANZIA A VITA
Francesco, un mio antico conoscente,
girava un giorno raggiante fra la gente,
mostrando a tutti il suo nuovo orologio
moderno da meritare ogni tipo d'elogio.
L'aveva pagato un grosso capitale
ma gli avevano detto che tale vale:
c'era il certificato di garanzia a testimoniarlo,
che per tutta la vita doveva accompagnarlo.
Quando mi vide, fece un grande sorriso,
e l'orologio mi mostrò scrutandomi il viso.
Forse un poco di invidia cercava di trovare,
o solo la spesa fatta si voleva giustificare.
Mi disse: "Guarda qui quante funzioni.
Ci sono i fusi orari di tutte le nazioni.
Ogni mattina potrò essere dolcemente svegliato
da una voce diversa che io stesso avrò registrato.
Alla televisione persino lo posso interlacciare
usando il televideo per l'orario sincronizzare.
Ed il suo oroscopo personalizzato mi dirà
se la mia giornata bella o brutta diventerà."
Io gli risposi: "il tuo orologio ha facoltà portentose,
e sono convinto che ti servirà per tantissime cose,
ma io sono un tipo semplice da accontentare,
ed il mio che dà solo l'ora per me può bastare.
E se un giorno si dovesse guastare,
non varrà nemmeno la spesa per riparare:
l'ho pagato poco ed ha scarso valore,
ma non sbaglia quando deve dirmi le ore".
Poi in un giorno per lui orrendo e funesto
Francesco vide il suo orologio in arresto,
nel senso che più l'ora non segnava,
che fosse italiana o che fosse moldava.
Allora lui svelto corse dal rivenditore a farlo riparare
con il certificato di garanzia a vita da sventolare.
Ma gli fu detto che c'erano delle importanti eccezioni,
e che bisognava esaminare della rottura le condizioni.
Potevano essere le onde elettromagnetiche,
oppure strane combinazioni astrologiche.
Magari l'aria non era abbastanza pura
o solo si era esagerato con la troppa usura.
La casa madre non poteva avere colpa alcuna,
Francesco forse aveva semplicemente sfortuna,
ma non poteva certo pretendere
che essa lo dovesse rifondere!
Francesco ovviamente non ci stava
ed una grande rimonta preparava
con la quale avrebbe al mondo comunicato
che quell'orologio era solo taroccato.
Aveva già firmato il mandato
per il suo felicissimo avvocato,
che non sapeva ancora se avrebbero vinto:
fu la parcella ad averlo presto convinto.
Ma tutto questo stress ed emozione
chiamarono impietosi il coccolone
che subito arrivò con imprevista puntualità:
aveva un orologio svizzero, che casualità!
Così Francesco dovette lasciare il mondo
senza veder della sua battaglia il fondo.
Ma il suo desiderio postumo s'avverò
perché la legge in suo favore si dichiarò.
La vedova, al meglio il defunto marito per ricordare,
decise allora di portare il suo orologio a riparare,
perché tanto c'era la famosa garanzia a vita,
che fortunatamente non era andata smarrita.
Ma l'orologiaio non esitò a dirle, con aria sagace:
"Dovrà pagare tutta la spesa, davvero mi dispiace.
La garanzia a vita è con quella di suo marito scaduta.
Lei firmi l'assegno che io le do subito la ricevuta!"
La cosa più strana di questa triste vicenda,
che qualcuno giudicherà giustamente orrenda,
è che il mio orologio ancora bene funziona
e tenacemente l'ora giusta ogni giorno mi dona.